Quando si parla di mal di testa ci riferiamo ad una problematica che affligge un numero sempre crescente di persone, con caratteristiche, tempistiche e intensità diverse. Non tutti i mal di testa sono uguali, sia per quanto riguarda la localizzazione del dolore e le sue caratteristiche, sia per la causa.

Secondo la classificazione della Società Internazionale del Mal di testa, esistono due macro categorie di cefalee: primarie e secondarie.
Fanno parte delle cefalee primarie l’emicrania (con o senza aura), il mal di testa tensivo, la cefalea a grappolo o altre cefalee definite trigeminali autonomiche.
Nelle cefalee di tipo secondario rientrano invece quelle conseguenti ad un trauma alla testa o al collo, da disturbi vascolari del cranio o del collo, mal di testa derivanti da problemi non vascolari intracraniche, quelle legate all’assunzione di alcuni tipi di sostanze (esempio l’alcol), dovute ad infezioni, a disturbi dell’omeostasi, o a dolori della ragione facciale (cranio, collo, occhi, naso, orecchie, sinusiti, denti, bocca o altre strutture craniche), cefalee da disturbi psichiatrici e dovute a nevralgie.
E’ chiaro come un ventaglio di varietà di cefalee così ampio necessiti di un valutazione e di una diagnosi precisa, permettendo così di individuare la causa primaria ed agire di conseguenza con la terapia adeguata.
In ambito fisioterapico è molto frequente trovarsi a gestire dei mal di testa, ma non sempre è facile discernere l’eziologia della problematica.
Si stima che il mal di testa cervicogenico puro, si attesti intorno al 20% delle cefalee, anche se circa il 93% delle cefalee si associa a cervicalgia; questo non significa che la causa primaria sia per forza da ricercare nel collo. Come sempre in medicina 2+2 non fa sempre 4. Esistono co-fattori come l’alimentazione, lo stress, la pressione, i farmaci, la genetica che possono influire in modo più o meno significativo sul sintomo mal di testa.
Senza analizzare in modo corretto il problema si rischia di protrarre il problema per lungo tempo, senza gestirlo in modo corretto; il pericolo è quello di gestire solamente il disturbo con una terapia sintomatica, che alla lunga può perdere di efficacia e dare un problema di ‘’intossicazione’’ da farmaco, con una risposta avversa di cefalea causata proprio dall’abuso di farmaci.
E’ assolutamente necessario affidarsi a dei professionisti della salute laureati e non affidarsi a cure ‘’fai da te’’, i rischi di peggiorare la situazione esistono e possono essere gravi.
FisioRehab – dott. Simone Muggianu